Wi-Max: la solita finta liberalizzazione?
Finalmente la Difesa decide di spostare le sue frequenze per lasciar spazio al WiMax. A causa dell'asta preannunciata dal governo per vendere le frequenze ai futuri operatori WiMax, si teme però che questa tecnologia dalle grandissime potenzialità non sarà la soluzione che tutti si aspettavano per il Digital Divide.
Gli altissimi prezzi ai quali le frequenze Wi-Max saranno probabilmente vendute nell'asta escludono i piccoli operatori, favorendo i soliti e ripresentando il solito problema delle oligarchie e dei cartelli italiani. Inoltre, i costi affrontati dai fornitori per aggiudicarsi le frequenze si andranno direttamente a scaricare sugli utenti, come naturale: questo rischia di rendere il WiMax una tecnologia di lusso, riservata a chi può permetterselo. Tutto il contrario della soluzione al Digital Divide che vanno sbandierano i politici ed i soliti acritici "giornalisti".
L'associazione Partito Pirata promuove quindi una iniziativa di "Google Bombing" per portare il problema all'attenzione di tutti gli italiani: se avete un blog, un sito, o altro, create una pagina in cui compaia la scritta WiMax e Wi-Max linkata a questa pagina:
http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html
Che espone approfonditamente gli argomenti riassunti nel mio post. So che è giocare sporco, ma del resto con giornalisti del genere che altro si può fare?
Altra cosa che potete fare è raccogliere spezzoni di articoli che esaltano ciecamente il provvedimento del governo, riportarli e linkare anch'essi.
Da Palmipede:
Le tecnologie wireless utilizzate congiuntamente, tra cui ricordiamo il
Wi-Fi, Hiperlan e ora il più recente e prestante WiMAX permettono di
raggiungere anche le zone più impervie, dove la posa dei cavi non è
economica, per fornire accesso a Internet a velocità paragonabili a
quelle delle linee ADSL. Il tutto con costi sensibilmente inferiori
rispetto alle tecnologie via cavo.
Da PC Self:
Secondo il Governo, entro febbraio, verrà messo a punto un piano
operativo che vedrà quindi a giugno assegnare le prime frequenze. Sarà
solo allora che si potrà verificare sul campo se il Wi-Max è in grado
di mantenere ciò che promette. Dalla sperimentazione sarà possibile
capire se gli sviluppi futuri di questa tecnologia sapranno superare
gli interrogativi sugli ostacoli della copertura e sulla adeguatezza
della ricezione.
Dal CorSera:
SENZA BARRIERE - Il servizio WiMax «potrá così essere
avviato per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga
sul territorio, soprattutto nelle aree ove è più complessa la
realizzazione di nuove infrastrutture». La nuova tecnologia consente
infatti la diffusione del segnale per alcune decine di chilometri
partendo da una stazione trasmittente.



