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Daniele Paganelli


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Wi-Max: la solita finta liberalizzazione?

by mythsmith last modified 2007-01-11 09:11 PM

Finalmente la Difesa decide di spostare le sue frequenze per lasciar spazio al WiMax. A causa dell'asta preannunciata dal governo per vendere le frequenze ai futuri operatori WiMax, si teme però che questa tecnologia dalle grandissime potenzialità non sarà la soluzione che tutti si aspettavano per il Digital Divide.

Gli altissimi prezzi ai quali le frequenze Wi-Max saranno probabilmente vendute nell'asta escludono i piccoli operatori, favorendo i soliti e ripresentando il solito problema delle oligarchie e dei cartelli italiani. Inoltre, i costi affrontati dai fornitori per aggiudicarsi le frequenze si andranno direttamente a scaricare sugli utenti, come naturale: questo rischia di rendere il WiMax una tecnologia di lusso, riservata a chi può permetterselo. Tutto il contrario della soluzione al Digital Divide che vanno sbandierano i politici ed i soliti acritici "giornalisti".

L'associazione Partito Pirata promuove quindi una iniziativa di "Google Bombing" per portare il problema all'attenzione di tutti gli italiani: se avete un blog, un sito, o altro, create una pagina in cui compaia la scritta WiMax e Wi-Max linkata a questa pagina:

http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html

Che espone approfonditamente gli argomenti riassunti nel mio post. So che è giocare sporco, ma del resto con giornalisti del genere che altro si può fare?

Altra cosa che potete fare è raccogliere spezzoni di articoli che esaltano ciecamente il provvedimento del governo, riportarli e linkare anch'essi.


Da Palmipede:

Le tecnologie wireless utilizzate congiuntamente, tra cui ricordiamo il Wi-Fi, Hiperlan e ora il più recente e prestante WiMAX permettono di raggiungere anche le zone più impervie, dove la posa dei cavi non è economica, per fornire accesso a Internet a velocità paragonabili a quelle delle linee ADSL. Il tutto con costi sensibilmente inferiori rispetto alle tecnologie via cavo.


Da PC Self:

Secondo il Governo, entro febbraio, verrà messo a punto un piano operativo che vedrà quindi a giugno assegnare le prime frequenze. Sarà solo allora che si potrà verificare sul campo se il Wi-Max è in grado di mantenere ciò che promette. Dalla sperimentazione sarà possibile capire se gli sviluppi futuri di questa tecnologia sapranno superare gli interrogativi sugli ostacoli della copertura e sulla adeguatezza della ricezione.


Da HwUpgrade:

L'intenzione di ambo i Ministeri è quella di portare la tecnologia WI-MAX dapprima in quelle aree che attualmente non sono raggiunte, spesso per motivi legati alla morfologia del territorio, dalla banda larga.


Da Repubblica:

Risposta al digital divide. È insomma una soluzione al digital divide, che affligge molte regioni italiane (a causa soprattutto della nostra orografia). Come denunciato qualche settimana fa dalla Commissione Europea, da noi le zone rurali sono coperte al 44 per cento, contro una media UE del 65 per cento. Il WiMax, contro il digital divide, serve in due modi: o come tecnologia da ultimo miglio (per portare l'accesso direttamente nelle case o negli uffici) oppure come tecnologia di trasporto, per creare le infrastrutture di base (in alternativa alla fibra ottica) sulle quali gli operatori possono poi installare apparecchiature Adsl.


Dal CorSera:

SENZA BARRIERE - Il servizio WiMax «potrá così essere avviato per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga sul territorio, soprattutto nelle aree ove è più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture». La nuova tecnologia consente infatti la diffusione del segnale per alcune decine di chilometri partendo da una stazione trasmittente.


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