sull'astensione referendaria
perché è uno strumento di difesa della democrazia che deve poter essere applicato
Se l'astensione non fosse ritenuta essenziale al fine di mantenere
la democraticità dello strumento referendum, cioè per impedire che una
minoranza troppo ristretta decida per tutti (sotto il 25%), non sarebbe
stato introdotto il quorum.
Se il quorum esiste, è perché chi scrisse le leggi pensò che fosse
necessario doverlo raggiungere per applicare l'esito del referendum.
Lo stesso ragionamento risulta inapplicabile per le elezioni normali, non referendarie. Alle normali elezioni è dovere votare, ed è giusto che esistano sanzioni per chi non vota o per chi incita a votare. Poiché alle elezioni la scelta è illimitata: se non c'è qualcuno che ti rappresenti, in linea teorica puoi proporti tu stesso ed autovotarti. Quindi nessuno dovrebbe astenersi. Non é così per il referendum: tra le schede trovano posto solo 2 posizioni, che, per le sfumature che possono assumere a seguito delle contingenze politiche, possono non soddisfare l'elettore, il quale può quindi decidere di astenersi e far fallire un referendum mal posto da una minoranza ristrettissima.
L'estensione dell'articolo 98 ai referendum ha creato una chiara inconsistenza legislativa, in quanto diventerebbe apparentemente illegale indurre all'astensione, che tuttavia uno strumento di democrazia. Interrogata sulla legittimità di propaganda dei ministri di culto, la cassazione ha messo una pezza su questa inconsistenza, sentenziando che non commette reato il ministro di culto che faccia qualsiasi tipo di propaganda durante le celebrazioni, purché non prometta o minacci nessuno sul piano religioso.
Qualora nascesse un moto popolare di protesta per far applicare
l'articolo 98 anche ai politci, sono assolutamente convinto, al 100%,
che la cassazione emetterebbe una sentenza del tutto simile, asserendo
che non é reato esprimere pubblicamente la propria opinione e
sostenerla con argomentazioni, anche se fosse a favore
dell'astensionismo, poiché l'astensionismo referendario, al contrario
di quello elettorale, è legittimo ed è uno strumento di protezione
della democrazia.
Per questi motivi sono in totale disaccordo con quanto detto da
Beppe Grillo. O meglio: è vero, la legge può essere interpretata come
vuole lui. Allora che incrimini tutta la classe politica, e faccia una
bella denuncia contro tutti quelli che oggi o in passato hanno
sponsorizzato l'astensione (ovvero, tutti, anche quelli che oggi dicono
che è illegittima). Poi vedremo cosa dice la cassazione...



