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Daniele Paganelli


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by mythsmith last modified 2005-05-23 02:22 PM

"il modello" (prima parte)

La lezione sembrava interminabile. Ormai Dox aveva esaurito ogni
argomento di divagazione, e l'assenza di ragazze in quell'astruso corso
di fisica avanzata aveva reso il processo quasi istantaneo. Ora una
impenetrabile schiuma gommosa di noia e vuoto intellettivo ingombrava
la sua mente: lo sguardo vagava vacuo alla ricerca di qualsiasi spunto.
<br>
Notò, ad esempio, che la lavagna aveva tutt'altro aspetto se allargava
la visuale cercando di vederla nel suo insieme, anziché concentrarsi
invano sulle frettolose scritte simboliche e sui disegni sbilenchi e
aggrovigliati che la fregiavano. Anche se in fondo sapeva che non era
affatto vero, gli sembrava di comprendere tutto, guardandola in quel
modo. Le parole dell'anziano professore gli fluivano attraverso,
limpidissime, mentre osservava in tutta la sua lunghezza quella stringa
nera, con lo sguardo il più dilatato possibile. Finché ogni cosa gli
divenne ovvia: gli sembrava che quella lezione fosse una banalità, cose
da bambini. <br>
Ben presto ricominciò a guardarsi intorno. Fu l'occhio del
professore ad attiragli l'attenzione. Quella sfera di vetro aveva un
ché di misterioso, a partire dal motivo della sua esistenza. Girava
voce che fosse stato il professore stesso a danneggiarsi
irreparabilmente l'orbita sinistra, anche se nessuno era mai riuscito
ad immaginarsi un movente per un simile atto. D'altra parte, non era
mai riuscito a spiegarsi come ciò che gli era accaduto potesse essere
stato accidentale, come diceva la "versione ufficiale". Pareva infatti
che una siringa contenente cloruro di sodio saturo l'avesse punto "per
disgrazia" dritta nell'occhio sinistro, rendendolo del tutto
irrecuperabile e causando senza dubbio dolori lancinanti.
<br>
Era questo un aneddoto che Dox aveva ripercorso e ricostruito con
l'immaginazione più e più volte durante le interminabili lezioni del
"Monocolo", come lo chiamavano tra loro. Nel ripensarci l'ennesima
volta, per caso il prof. era girato in un modo particolare con il capo,
e a Dox sembrava proprio che il bulbo di vetro lo stesse osservando
intensamente. Il pensiero che fosse di vetro gli dava un po' di
sollievo, certo, ma non poteva fare a meno di provare un lieve
imbarazzo, pur senza un motivo logico.<br>
Quando il volto del guercio si
mosse, non poté fare a meno di allarmarsi.


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