Ora Sesta
quel semplice fiore votivo, chiamatelo superstizione o rituale primitivo...
La pelle liscia e i capelli luminosi, gli occhi sinceri attraverso le sbarre.
Guardi quel coccio triste e misericordioso nella sua prigione un tempo d'onore, crocevia tra le strade di uomini semplici, angolo domestico e vertice di pensieri speranze e Fede. E' ora di pranzo e il suo quotidiano abbraccio ti accoglie nel silenzio del bosco, mentre la ringrazi per il cibo, la vita, l'amore.
Figlia, sposa, madre e nonna: trascinato dal fiume di sordo acciaio cromato passo veloce, sradicando foreste, vomitando catrame, e tuonando follia. Per un attimo ti volti spaesata, i bianchi capelli scossi dalla tempesta e l'esitazione sul viso invecchiato: ma non ci lasci entrare, non ci lasci distruggere quello spiazzo così caro e tranquillo che ancora vive nei tuoi ricordi.
E il tuo sguardo mi trafigge e mi prosciuga l'anima d'ogni egoismo, la spina dorsale si spezza e le lacrime alimentano i battiti - di nuovo...
Superstizione, rituale primitivo o irrazionale, ma quel semplice fiore votivo è germogliato cento volte in questo cuore arido.
Poi la tangenziale.



