Mi certifico, dunque sono
Considerazioni nate da una lezione di "Elementi di Certificazione Ambientale"
La certificazione è cosa buona e giusta.
Ti garantisce prodotti, processi produttivi, diritti dei lavoratori, rispetto ambientale.
La certificazione è la soluzione a tutti i mali del mondo.
Il mercato prima ha voluto prodotti certificati, poi processi certificati. Ora sta prendendo coscienza, e le aziende devono certificare la propria politica ambientale, il comportamento verso i lavoratori.
Se non certifichi tutto, sei fuori. Nessuno comprerà qualcosa che non è "certo". Che non è prodotto inquinando l'ambiente. O sfruttando i lavoratori. Il mercato lo sta capendo, le aziende si stanno adeguando.
La certificazione è un meccanismo stupendo. L'attore A vuole aver a che fare con l'attore B. Ma non si fida. E non vuol perdere tempo! Quindi, se è A a far le regole, chiede a B: "perché non vai prima a farti fare qualche verifica da C, così sono sicuro del mio interlocutore?". Così alcuni grandi gruppi di distribuzione cominciano a richiedere verifiche sui fornitori di beni e servizi. E i fornitori devono passare da enti di certificazione per poter vendere attraverso i distributori.
Questo ci avvantaggia nella competizione, perché l'Europa ha una più lunga tradizione di rispetto dell'ambiente e dei diritti sociali. Favorisce anche i prodotti tradizionali locali, perché per selezione naturale tendono ad avere minimo impatto ambientale proprio dove sono nati, e maggiore in qualsiasi ecosistema diverso.
Bene.
Ma gli orizzonti della certificazione sono in continua espansione. Si allargano e includono anche le persone. Quale azienda perderebbe tempo in un colloquio di lavoro con un tecnico non certificato?
Con un cuoco non certificato?
O un lavavetri non certificato?
La certificazione della persona è giusto vada oltre i banali rapporti di lavoro, vista l'indubbia praticità. Per evitare incomprensioni, litigi e antipatie, voglio avere solo amici e partner certificati. Il tempo libero è prezioso e raro, meglio passarlo per stare con persone certificate.
Voglio una ragazza che abbia certificato l'aspetto fisico, il carattere, la religione, il linguaggio, la vita sessuale. Deve aver risposto a complessi questionari, affrontato esami e visite specialistiche.
No perditempo.
Propongo due indicatori di sociopsicoecosqallore.
Il numero di certificazioni del personale rilasciate, come indice di quanto il sistema scolastico e universitario faccia vomitare.
Gli iscritti ai servizi di "dating", per stimare l'incidenza di solitudine e degrado nei rapporti umani.
Ti garantisce prodotti, processi produttivi, diritti dei lavoratori, rispetto ambientale.
La certificazione è la soluzione a tutti i mali del mondo.
Il mercato prima ha voluto prodotti certificati, poi processi certificati. Ora sta prendendo coscienza, e le aziende devono certificare la propria politica ambientale, il comportamento verso i lavoratori.
Se non certifichi tutto, sei fuori. Nessuno comprerà qualcosa che non è "certo". Che non è prodotto inquinando l'ambiente. O sfruttando i lavoratori. Il mercato lo sta capendo, le aziende si stanno adeguando.
La certificazione è un meccanismo stupendo. L'attore A vuole aver a che fare con l'attore B. Ma non si fida. E non vuol perdere tempo! Quindi, se è A a far le regole, chiede a B: "perché non vai prima a farti fare qualche verifica da C, così sono sicuro del mio interlocutore?". Così alcuni grandi gruppi di distribuzione cominciano a richiedere verifiche sui fornitori di beni e servizi. E i fornitori devono passare da enti di certificazione per poter vendere attraverso i distributori.
Questo ci avvantaggia nella competizione, perché l'Europa ha una più lunga tradizione di rispetto dell'ambiente e dei diritti sociali. Favorisce anche i prodotti tradizionali locali, perché per selezione naturale tendono ad avere minimo impatto ambientale proprio dove sono nati, e maggiore in qualsiasi ecosistema diverso.
Bene.
Ma gli orizzonti della certificazione sono in continua espansione. Si allargano e includono anche le persone. Quale azienda perderebbe tempo in un colloquio di lavoro con un tecnico non certificato?
Con un cuoco non certificato?
O un lavavetri non certificato?
La certificazione della persona è giusto vada oltre i banali rapporti di lavoro, vista l'indubbia praticità. Per evitare incomprensioni, litigi e antipatie, voglio avere solo amici e partner certificati. Il tempo libero è prezioso e raro, meglio passarlo per stare con persone certificate.
Voglio una ragazza che abbia certificato l'aspetto fisico, il carattere, la religione, il linguaggio, la vita sessuale. Deve aver risposto a complessi questionari, affrontato esami e visite specialistiche.
No perditempo.
Propongo due indicatori di sociopsicoecosqallore.
Il numero di certificazioni del personale rilasciate, come indice di quanto il sistema scolastico e universitario faccia vomitare.
Gli iscritti ai servizi di "dating", per stimare l'incidenza di solitudine e degrado nei rapporti umani.



