L'inutile voto utile del furbone
Il voto utile è un modo per sopprimere le minoranze.
Le elezioni sono passate, e i risultati davanti a tutti, chiari e netti. Sono felice che il voto abbia gettato le basi per un governo stabile, e con tutti
i prerequisiti numerici per osare grandi cambiamenti.
Ho solo due parole da dire sulla faccenda del "voto utile" - una di quelle cose "di principio" che i bambini tirano fuori pestando i piedi quando perdono a calcio. "Si però non è valido!", sai? Quel genere di obiezione che non avrebbe cambiato nulla anche se accolta a giochi ancora aperti. Ma che da comunque fastidio... "uffa!".
L'atteggiamento con cui sono andato al voto è stato quello di scegliere in quale visione del mondo e del suo futuro mi ritrovassi, tra quelle dietro ai simboli sulla scheda. Certo, nessuna rispecchia esattamente la mia, così come non coincide con quella di nessun'altro elettore. Si cerca di approssimare.
Nel votare, non mi sono minimamente preoccupato di calcoli probabilistici. Il mio obiettivo non era "FAR PREVALERE" qualcuno o "FAR PERDERE" qualcun'altro.
Non esisteva per me un voto strategico, volto cioè ad ottenere il secondo fine di scegliere chi avrebbe governato.
Secondo fine?
Sì. Non è chi mandiamo al governo, chi facciamo vincere, a decidere quale idea di futuro prevarrà. È direttamente il nostro voto - anche se non manderà nessuno al governo e neppure all'opposizione. Quel voto verrà recepito dalla classe politica e dalla società come un appoggio ad una determinata visione, a certi valori, a tutto ciò che quel voto esprime - perfino se non verrà poi rappresentato in parlamento. Stare in parlamento non è l'unico modo di cambiare la società.
Un movimento politico che riceve 10 voti avrà meno voglia di andare avanti anche fuori dal parlamento o esercitando influenze su di esso, meno possibilità di raccogliere nuove adesioni, etc... rispetto ad un partito che ottiene 11 voti. Anche se entrambi sono chiaramente "fuori" dal parlamento. E lo stesso vale per le idee che stanno dietro a quel voto... chi oserebbe riesumare qualcosa che ha ottenuto 10 voti? Si attingerà piuttosto da ciò che ne ha ottenuti 11.
Chi avrebbe voluto dare il voto a Pierino ma lo ha dato a Paperino perché era il meno peggio e Pierino proprio non aveva possibilità, ha votato in modo furbo ed inutile. Si è lasciato circonvenire dalle elucubrazioni degli strateghi e ha contribuito ad uccidere la sua idea di paese, e non a mandarne avanti almeno qualche pezzettino come molti si sono ingenuamente convinti.
La propaganda al voto utile è una vera e propria strategia messa in atto dal mondo politico per soffocare le correnti di pensiero minoritarie direttamente nel tessuto culturale, creando la percezione che abbiano un peso minore di quello che in realtà avrebbero. Non è assolutamente una questione di governabilità del paese: per quella c'è il sacrosanto sbarramento. L'effetto del voto utile è invece quello di deprimere movimenti, idee, visioni, pulsioni che trovano sbocco in partiti con scarsa probabilità di vincere o superare lo sbarramento. Non è più una questione di governo, ma di democrazia delle idee.
Lo sbarramento seleziona i partiti per garantire la governabilità; il voto utile sopprime le idee, con la conseguenza di omologare non solo il panorama politico, ma di riflesso anche quello culturale.



