libreria
Ho guardato la libreria e mi sono chiesto, sbigottito, chi avesse
abitato la mia camera in tutti questi anni. Non ho potuto evitare di
provare un forte senso di rigetto. E di oppressione, come se quei libri
mi osservassero e mi tenessero prigioniero di qualcun'altro con i loro
titoli e le loro copertine.
Catene di carta mi tengono imprigionato in un altro me.
Ora leggo libri come un antico guerriero celtico che si nutra del cervello delle proprie vittime, per acquisirne la forza. E' un banchetto frenetico, infernale: una forza diabolica serra le mie mandibole a nuovi volumi, e spinge artigli sempre più affilati a sferzare pagina su pagina.
Alla ricerca di me stesso e di un racconto che la vita non sa dare.
L'"evasione" non è forse il primo passo verso la libertà?
Catene di carta mi tengono imprigionato in un altro me.
Ora leggo libri come un antico guerriero celtico che si nutra del cervello delle proprie vittime, per acquisirne la forza. E' un banchetto frenetico, infernale: una forza diabolica serra le mie mandibole a nuovi volumi, e spinge artigli sempre più affilati a sferzare pagina su pagina.
Alla ricerca di me stesso e di un racconto che la vita non sa dare.
L'"evasione" non è forse il primo passo verso la libertà?



