Li diano, questi numeri!
Una proposta concreta per i duelli televisivi.
E' settimane che si prepara il culmine di ogni dibattito elettorale:
il duello Berlusconi - Prodi¹. Esperti mondiali di marketing hanno
studiato mesi e mesi per escogitare il modo più appariscente di
sollevare ogni genere di polemica attorno a questo evento.
Il risultato è stato egregio: tutti pontificano su come quando dove deve avvenire il dibattito, esattamente nei termini previsti dai professionisti della manipolazione di massa. Come dev'essere la temperatura? Né troppo calda né troppo fredda. E la luce? Né abbagliante né troppo flebile. E le poltrone? Né troppo alte né troppo basse, comunque comode. E il/la conduttore/trice? Bravo/bella. Quale cravatta, quale vestito, quali scarpe? Appropriate. Il trucco? Giusto. La rete? Pubblica, ma non di parte. L'ultima parola? Tace. E la chitarra? Suona.
Cos'è, se ad una riunione delle Nazioni Unite c'è una poltrona scomoda, il futuro primo ministro non riuscirà ad evitare la terza guerra mondiale? O se per caso al Parlamento Europeo ci sono 20°C anziché 21.7°C, comincerà a sparar freddure sul nazismo? E magari se c'è troppo caldo si agiterà e farà le corna nelle foto ufficiali?
Avrei invece una "proposta di regola" di stampo nettamente diverso, rispetto a quelle che in questi giorni cercano di propinarci come "fondamentali".
Berlusconi e Prodi¹ dovranno dire la Verità.
Che ingenuo, eh?
Me li vedo già i duellanti entrare nello studio televisivo spingendo una pesante cariola, strabordante di carte e faldoni. O meglio, seguiti da un "collaboratore" che la spinge. Il moderatore li guarda un po' perplesso, e mal cela un'occhiataccia alla regia (non ne sapeva nulla... ma che è, Scherzi a Parte?). Poi comincia con le domande... nel giro di trenta secondi si scatena l'inferno.
Berlusconi comincia a sfregare freneticamente le mani sulla sua cariola, e da una nube luminescente di fumo bluastro prende forma il faccione sorridente e pacioso del dorato "Genio della Statistica". Il Genio fissa la telecamera con sguardo infinitamente saggio ed articola, con la sua voce profonda e suadente: «Io sono il Genio della Statistica. Tutti i vostri desideri sono già stati esauditi. Voi siete gli Italiani più felici che possano esistere, e questa è la migliore delle Italie possibili. Qui ho le prove!»
Ma Prodi certo non si fa abbindolare, e nemmeno si scoraggia nel vedere gli sguardi sognanti del pubblico e perfino del conduttore, sopraffatti dalla meraviglia e dalla gioia di essere perfetti. Il suo piano è complesso, ma è certo che darà filo da torcere al Genio. Si alza di scatto, si strappa la camicia urlando e getta lontano la cravatta, rivelando un fitto intrico di tatuaggi sul dorso, sul petto e sul ventre sovrabbondante. Lo spavento del pubblico si tramuta presto in perplessità: il Professore comincia a spargere il contenuto cartaceo della sua cariola tutt'intorno al Genio. Il panico raffiora quando l'opera di accerchiamento discopre una tanica, apparentemente di benzina, sul fondo della cariola.
Ma è troppo tardi: Romano prende la tanica, ne versa il contenuto, ed attiva il suo Cerchio di Diffamazione Statistica col fuoco e con urla tribali. Fortunatamente il fuoco si accanisce esclusivamente sul Genio, senza fare danni altrove. La lotta è dura: il Genio cerca di mantenere il controllo ripetendo, come in una litania, "Ho esaudito tutti i desideri che avevate. Nella prossima legislatura potrete chiedermi di crearvi altri desideri, così potrò esaudirli per la vostra felicità".
Ma ben presto le forze di entrambe le Entità Statistiche si esauriscono, e vengono riassorbite nel loro mondo, il Paniere, con lungo sfrigolio ed uno schiocco assordante.
La puntata si conclude tra lo sconcerto generale. Il moderatore regala una parrucca a Berlusconi ed una mortadella a Prodi.
Quale allora la mia proposta, di fronte a cotanta stregoneria?
Nessuno dei due contendenti potrà citare o fare in alcun modo riferimento a dati statistici, a meno che tali dati non siano stati pubblicati due settimane prima su internet, in un apposito sito messo a disposizione dal governo. Inoltre, i dati dovranno essere espressamente autorizzati all'uso dagli istituti statistici cui si fanno risalire, in modo che non sia possibile ricorrere a ricerche magari successivamente smentite a causa di errori o altro. Ad esse allegati dovranno inoltre esserci tre commenti, volti a divulgarne i contenuti per i non addetti ai lavori. Uno sarà inviato dall'istituto, uno dalla parte politica del proponente, ed uno dalla parte avversa, se vorrà contribuirlo.
Evitiamo così che i politici comincino a sparare dati contrastanti, e tutto si riduca ad una insignificante guerra di numeri. La pubblicazione preventiva consentirà alla stampa ed alla comunità internet di sviscerare a fondo i dati statistici, rivelandone in anticipo i punti deboli e quelli di ambiguità cui i politici potrebbero appellarsi per ingannare il pubblico ed incastrare l'avversario.
Certo, così la Verità non è garantita. Ma almeno certa gente ci penserebbe due volte prima di dare i numeri.
[1] l'ordine è alfabetico - fortunatamente concetti tanto stupidi come la "par condicio" non erano ancora stati concepiti quando nacque l'alfabeto
Originariamente pubblicato su Gheminga
Il risultato è stato egregio: tutti pontificano su come quando dove deve avvenire il dibattito, esattamente nei termini previsti dai professionisti della manipolazione di massa. Come dev'essere la temperatura? Né troppo calda né troppo fredda. E la luce? Né abbagliante né troppo flebile. E le poltrone? Né troppo alte né troppo basse, comunque comode. E il/la conduttore/trice? Bravo/bella. Quale cravatta, quale vestito, quali scarpe? Appropriate. Il trucco? Giusto. La rete? Pubblica, ma non di parte. L'ultima parola? Tace. E la chitarra? Suona.
Cos'è, se ad una riunione delle Nazioni Unite c'è una poltrona scomoda, il futuro primo ministro non riuscirà ad evitare la terza guerra mondiale? O se per caso al Parlamento Europeo ci sono 20°C anziché 21.7°C, comincerà a sparar freddure sul nazismo? E magari se c'è troppo caldo si agiterà e farà le corna nelle foto ufficiali?
Avrei invece una "proposta di regola" di stampo nettamente diverso, rispetto a quelle che in questi giorni cercano di propinarci come "fondamentali".
Berlusconi e Prodi¹ dovranno dire la Verità.
Che ingenuo, eh?
Me li vedo già i duellanti entrare nello studio televisivo spingendo una pesante cariola, strabordante di carte e faldoni. O meglio, seguiti da un "collaboratore" che la spinge. Il moderatore li guarda un po' perplesso, e mal cela un'occhiataccia alla regia (non ne sapeva nulla... ma che è, Scherzi a Parte?). Poi comincia con le domande... nel giro di trenta secondi si scatena l'inferno.
Berlusconi comincia a sfregare freneticamente le mani sulla sua cariola, e da una nube luminescente di fumo bluastro prende forma il faccione sorridente e pacioso del dorato "Genio della Statistica". Il Genio fissa la telecamera con sguardo infinitamente saggio ed articola, con la sua voce profonda e suadente: «Io sono il Genio della Statistica. Tutti i vostri desideri sono già stati esauditi. Voi siete gli Italiani più felici che possano esistere, e questa è la migliore delle Italie possibili. Qui ho le prove!»
Ma Prodi certo non si fa abbindolare, e nemmeno si scoraggia nel vedere gli sguardi sognanti del pubblico e perfino del conduttore, sopraffatti dalla meraviglia e dalla gioia di essere perfetti. Il suo piano è complesso, ma è certo che darà filo da torcere al Genio. Si alza di scatto, si strappa la camicia urlando e getta lontano la cravatta, rivelando un fitto intrico di tatuaggi sul dorso, sul petto e sul ventre sovrabbondante. Lo spavento del pubblico si tramuta presto in perplessità: il Professore comincia a spargere il contenuto cartaceo della sua cariola tutt'intorno al Genio. Il panico raffiora quando l'opera di accerchiamento discopre una tanica, apparentemente di benzina, sul fondo della cariola.
Ma è troppo tardi: Romano prende la tanica, ne versa il contenuto, ed attiva il suo Cerchio di Diffamazione Statistica col fuoco e con urla tribali. Fortunatamente il fuoco si accanisce esclusivamente sul Genio, senza fare danni altrove. La lotta è dura: il Genio cerca di mantenere il controllo ripetendo, come in una litania, "Ho esaudito tutti i desideri che avevate. Nella prossima legislatura potrete chiedermi di crearvi altri desideri, così potrò esaudirli per la vostra felicità".
Ma ben presto le forze di entrambe le Entità Statistiche si esauriscono, e vengono riassorbite nel loro mondo, il Paniere, con lungo sfrigolio ed uno schiocco assordante.
La puntata si conclude tra lo sconcerto generale. Il moderatore regala una parrucca a Berlusconi ed una mortadella a Prodi.
Quale allora la mia proposta, di fronte a cotanta stregoneria?
Nessuno dei due contendenti potrà citare o fare in alcun modo riferimento a dati statistici, a meno che tali dati non siano stati pubblicati due settimane prima su internet, in un apposito sito messo a disposizione dal governo. Inoltre, i dati dovranno essere espressamente autorizzati all'uso dagli istituti statistici cui si fanno risalire, in modo che non sia possibile ricorrere a ricerche magari successivamente smentite a causa di errori o altro. Ad esse allegati dovranno inoltre esserci tre commenti, volti a divulgarne i contenuti per i non addetti ai lavori. Uno sarà inviato dall'istituto, uno dalla parte politica del proponente, ed uno dalla parte avversa, se vorrà contribuirlo.
Evitiamo così che i politici comincino a sparare dati contrastanti, e tutto si riduca ad una insignificante guerra di numeri. La pubblicazione preventiva consentirà alla stampa ed alla comunità internet di sviscerare a fondo i dati statistici, rivelandone in anticipo i punti deboli e quelli di ambiguità cui i politici potrebbero appellarsi per ingannare il pubblico ed incastrare l'avversario.
Certo, così la Verità non è garantita. Ma almeno certa gente ci penserebbe due volte prima di dare i numeri.
[1] l'ordine è alfabetico - fortunatamente concetti tanto stupidi come la "par condicio" non erano ancora stati concepiti quando nacque l'alfabeto
Originariamente pubblicato su Gheminga



