GNU/Linux come Toyota
Ormai Planet KDE è un circolo d'alta cultura. Aaron Seigo si interroga sulle strategie di mercato di KDE: il desktop del draghetto ha colto il giusto lato del marketing, che sia destinato a sfondare come Toyota?
Aaron Seigo, sviluppatore dell'ambiente desktop per linux (e windows) KDE, sfodera una citazione dotta da un saggio sul declino Americano di Robert Hayes e William Abernathy del 1980:
«Il famoso detto di Henry Ford che il pubblico può avere l'automobile di qualsiasi colore purché sia nera ha da allora aperto la strada al suo opposto filosofico: "Dobbiamo smettere di vendere prodotti fattibili ed imparare a fare prodotti vendibili"
Alla lunga, tuttavia, stanno diventando evidenti i pericoli di un eccessivo affidamento a questa filosofia. Come hanno sintetizzato due ricercatori Canadesi: "Inventori, scienziati, ingegneri, ed accademici, nella normale ricerca di conoscenza scientifica hanno recentemente dato al mondo il laser, la xenografia, la fotografia istantanea e il transistor. In contrasto, i devoti del concetto di marketing hanno scaricato sull'umanità certi prodotti quali nuovi formati di patatine, deodoranti per l'igene femminile, e animaletti di pietra..."
[...]
Protrarre una strategia guidata dal mercato senza prestare attenzione alle sue limitazioni significa, molto probabilmente, scegliere la soddisfazione del cliente ed un minor rischio nel breve termine a discapito di una migliore qualità dei prodotti nel futuro.»
La Toyota è, secondo Seigo, il perfetto esempio di strategia a lungo termine non centrata sul mercato, ma sulla qualità. Un approccio che in giapponese si chiama "jojo", lentamente gradualmente continuativamente (l'equivalente del nostro "chi va piano va sano e lontano"!). Nel giro di 30 anni la Toyota è riuscita a rosicchiare un 10% di mercato americano ed oggi è la compagnia automobilistica più imponente al mondo: grazie alla tenacia dei primi tempi e l'adesione ostinata ad un sogno a lungo termine.
Seigo collega la storia della Toyota con quella di KDE. Aggiungo io, con GNU/Linux ed il software libero in generale... ogni anno, insieme, i programmi liberi erodono una piccola percentuale dall'impero dei prodotti "fatti per il mercato". Perché hanno davanti una visione a lungo termine e sfidano continuamente il "limite di fattibilità" incuranti (forse eccessivamente) del "limite di vendibilità". Le persone si appassionano all'ideale o anche solo al miglioramento continuo, concretizzato dai piccoli piacevoli dettagli ad ogni release del software, o dalla possibilità di comunicare direttamente i difetti, e ancora dalla trasparenza totale del processo di sviluppo.



