Lancia Ypsilon: come rendere oltraggiosa una pubblicità di cattivo gusto
Ho scattato questa foto pochi giorni fa a Palermo, all’ingresso del quartiere Brancaccio: uno dei più degradati della città. Lo spot che prima mi recava solo fastidio, ora mi fa infuriare.
In tempi di crisi parlare di lusso può irritare parecchia gente. A cercare “il lusso è un diritto” su un motore di ricerca, si giunge proprio a questa conclusione. Il nuovo spot della Lancia Ypsilon ha scatenato una notevole cascata di reazioni contrariate. Dal testo dello spot, si concluderebbe che “il lusso sta nelle piccole cose”: non è quello degli eccessi.
E quando mancano anche le piccole cose? Quando non ci sono servizi pubblici come scuole e centri di aggregazione, sicurezza sulle strade, igiene di qualsiasi tipo, a partire dall’acqua potabile, decenza e adeguatezza architettonica, privacy familiare?
Quando la Mafia è l’unico Stato che il cittadino conosca?
Forse, in queste condizioni, sbandierare che il lusso è un diritto diventa qualcosa di più che una frase di cattivo gusto in questi anni di crisi.
Diventa oltraggio.
Ho scattato questa foto pochi giorni fa a Palermo, all’ingresso del quartiere Brancaccio: uno dei più degradati della città. Lo spot che prima mi recava solo fastidio, ora mi fa infuriare.
Se vivi nel quartiere Brancaccio di Palermo, guardando quello spot puoi giungere ad una sola conclusione. È stato affisso lì per il mafiosotto di quartiere, che con la crisi si arricchisce ancora più velocemente. Sulla disperazione che conduce a comprargli droga, a scambiare favori per lavori in nero, a riciclare denaro ovunque.
Tutti sanno che la crisi impoverisce i poveri, ed arricchisce i ricchi. Fa sprofondare nel degrado i quartieri degradati, e propelle nell’olimpo del lusso i quartieri già lussuosi. Toglie ulteriore lavoro ai bravi cittadini, consegnandoli nelle mani della criminalità organizzata.
Chi ha messo lì quello spot voleva far sentire ancora più impotente l’esercito di disoccupati che ogni giorno, prima di oltrepassare la ferrovia, passa lunghi minuti a meditare l’ultima sventurata massima di saggezza della Fiat. E mentre varca l’angusto passaggio e la propria auto ammaccata barcolla sui binari, conclude rassegnato che l’unico modo per accedere al lusso, cioè i diritti, è pagare. Allearsi alla mafia.
Questa è sottile guerriglia psicologica. La forza della pubblicità è un monologo in tono parafilosofico, al termine del quale si declama un assioma improbabile spacciandolo per risposta definitiva alla domanda più urgente di tutta la storia dell’umanità: che cos’è il lusso? È un diritto. La vera domanda, quella urgente, cos’è il diritto?, viene eclissata. Non farebbe vendere, probabilmente.
Vorrei che qualcuno appendesse un bel cartellone, sopra a quello della Lancia, con su scritto:
Il diritto non costa 15.000€.
Il diritto non si compra.
Il diritto non è un lusso.



